FAQ

1) - Qual è la superficie coltivata a Risaie in Italia?

Nel 2016 sono 227.329,12 ettari o se preferite 2.273.291.200 mq (2 miliardi e 273 milioni 291.200 mq).

Fonte: Ente Risi - Vai -  (Note: in tabella a pagina 5 totale per provincie di Piemonte e Lombardia, a pag 6 i totali nazionali)

2) - Ed in Piemonte?

Nel 2016 sono 116.324,53 gli ettari coltivati in Piemonte prevalentemente nelle province di Vercelli e Novara. Precisamente (dati in ettari): Alessandria: 8.332,54 - Biella 3927,26 - Cuneo 195,58 - Torino 141,83 - Vercelli 70.113,26 - Novara 82.710,47.

In Lombardia vi sono: Pavia 100.443,92 -  Milano 13.898,75 - Lodi 2.302,02.

Fonte: Ente Risi - Vai -  (Note: in tabella a pagina 5 totale per provincie di Piemonte e Lombardia, a pag 6 i totali nazionali)

3) - Quanto riso si produce in queste risaie?

Considerando una resa media per ettaro di 6,59 tonnellate per ettaro la produzione netta di riso lavorato è stata di 890.740 tonnellate di cui 898.999 destinati al mercato interno (UE + Italia) e 111.129 verso paesi terzi.

Fonte Ente Risi - Vai

4) - Quante sono le aziende agricole che coltivano il riso in Piemonte e in Italia?

Nel 2016 a Vercelli il numero dei produttori è di 1.260 a Novara 552 in Italia 4.265.

Fonte: Ente Risi - Vai -  (Note: in tabella a pagina 5 totale per provincie di Piemonte e Lombardia, a pag 6 i totali nazionali)

5) - Qual è l'estensione media per produttore?

Nel 2016 la media di ettari per produttore è stata a Vercelli di 55,64 ettari per azienda; a Novara 149,84 mentre la media italiana è di 53 ettari a produttore.

Fonte: derivato dai dati dell'Ente Risi - Vai -  (Note: in tabella a pagina 5 totale per provincie di Piemonte e Lombardia, a pag 6 i totali nazionali)

6) - Come variano negli anni le estensioni delle superfici coltivate a riso?

Nel 2006 vi erano in Italia 228.510 ettari coltivati a risaia, nel 2013 si è avuto il minimo storico  con 216.019 ettari, da allora le superfici sono costantemente in crescita sino ai 234.134 del 2016 - (+ 3% pari a 6.800 ettari rispetto al 2015)

Fonte ente risi - vai

7) - Ci sono diversi modi di coltivare il riso?

Sì, l'evoluzione delle tecniche di coltivazione del riso si sono evolute molto nel tempo. Negli anni '60 si sommergevano le camere di risaie con 20 cm d'acqua oggi con 5-6 cm inoltre si alternano periodi di sommersione con latri di asciutta. Vi è poi la coltivazione in asciutta (da non confondersi con la semina in asciutta) che prevede anziché la sommersione l'irrigazione come avviene ad esempio per il granoturco.

Fonte: il punto Coldiretti 5-5-2008 - vai

8) - Quali sistemi sono più diffusi in Piemonte?

Le sommersioni alternate

9) - Esistono regolamenti o disciplinari che regolamentano  i diversi sistemi di coltivazione del riso

Il disciplinare della Regione Piemonte "Norme tecniche di produzione integrata del 2017" pag. 63: "Nel caso di coltivazione in sommersione non è richiesto il rispetto dei volumi massimi di adacquamento e conseguentemente neanche la registrazione delle irrigazioni. Nel caso di coltivazione in asciutta, al pari delle altre colture, è necessario registrare date e volumi di irrigazione (se misurabili con strumenti ordinari) e il dato di pioggia o adottare uno dei metodi di gestione irrigua descritti in “Norme Generali - punto 12”.

Esistono poi regolamenti comunali.

Fonte: Norme tecniche regione Piemonte 2017 - vai ; disciplinare della provincia di Vercelli -  vai  

10) - Quanta acqua si utilizza per la sommersione delle risaie?

Il “consumo” medio di acqua in una singola risaia è di 1 litro/secondo/ha, circa 12.000 metri cubi nella stagione, ma i consorzi irrigui distribuiscono molto più dell’acqua derivata, per via di colature e risorgenze. Il consorzio Ovest Sesia, ad esempio, distribuisce agli utenti 2,6 volte i metri cubi derivati dai fiumi, ed  il contributo medio ponderato richiesto ai consorziati nel 2012 era 217 €/ha. Nel determinare il costo al metro cubo non bisogna dimenticarsi dunque di sottrarre alle portate in ingresso le colature e le infiltrazioni in falda, recuperate a valle. I metri cubi realmente impiegati nel comprensorio, pertanto, vanno divisi per 2,5-3…

Fonte: www.risitaliano.eu ; 19-4-14 - vai

11) - Questa acqua va tutta persa?

No, in parte filtra nel terreno, parte evapora, parte viene assorbita dalle colture e successivamente rilasciata (traspirazione).

12) - Le sommersioni disperdono acqua come gli altri sistemi di irrigazione?

No. E' evidente che in terreno sommerso dall'acqua la componente persa per infiltrazione è maggiore, così come maggiore è la parte persa per evaporazione. Se la prima va nelle falde idriche, trasportando anche concimi e diserbanti, la seconda è invece dispersa nell'atmosfera.

13) - Quanto vale l'evaporazione in una risaia sommersa?

Il termine corretto è evapotraspirazione e varia in funzione di numerosi fattori fra cui  temperatura, soleggiamento, vento, umidità dell'aria e del terreno, tipo di coltura... Fra marzo e settembre l'evapotraspirazione nelle risaie è maggiore di 120 mm per ettaro circa rispetto ai campi di granoturco che è fra le coltivazioni che richiedono più acqua. Questa differenza sui 70.113 ettari di risaie delle provincia di Vercelli  si traduce in 83 milioni di mc di acqua in più persi. 260 milioni di mc se consideriamo i 220.000 ettari di risaie italiane

Fonte: calcolo effettuato sulla base dei dati del Min. agricoltura - vai

14) - Ma le aziende agricole pagano l'acqua?

Sì. Nelle pianure a nord del Po quella dell’irrigazione è la maggiore voce di spesa: la tariffa di fornitura dell’acqua va mediamente dai 250 ai 300 euro l’ettaro. Questa tariffa, rapportata ai volumi distribuiti nel corso di una stagione irrigua, corrisponde a 0,015-0,019 euro al metro cubo. Di contro, i costi aziendali di gestione dell’acqua all’interno dell’azienda risultano abbastanza costanti e ciò indipendentemente dalla tipologia irrigua: da 500 a 700 euro l’ettaro

Fonte: Riso Italiano 19-4-2014 - vai

15) - Con la coltivazione in asciutta si riducono i consumi di acqua?

La coltivazione in asciutta o turnata consente un risparmio dell'80% di acqua

Fonte: L'informatore agrario - n° 21-2007 - vai

16) - Ci sono altri vantaggi oltre al risparmio di acqua nel passare alla coltivazione del riso in asciutta

Sì e sono numerosi: innanzitutto si avrebbe una sensibile riduzione della presenza di zanzare, non solo nelle zone di risaia ma anche e soprattutto in tutte le colline adiacenti a nord (Prealpi) e a sud Monferrato con benefici effetti sull'economia e il turismo (vai). Le risaie sono inoltre generatrici di gas metano (vai 1; vai 2; vai 3), si ripristinerebbe la biodiversità oggi fortemente danneggiata dai 200.000 ettari di monocultura (vai), verrebbe inoltre ripristinato il naturale ciclo delle acque oggi stravolto dalla necessità di sommergere centinaia di migliaia di ettari di pianura, ed ancora verrebbero ridotte le infiltrazioni di diserbanti e pesticidi chimici nelle acque di falda (vai). Si conseguirebbe inoltre un risparmio di spesa pubblica nelle lotta alle zanzare e per la realizzazione di invasi in montagna. (vai)

17) - Quanto è stato speso per  la lotta alle zanzare?

La sola regione Piemonte dal 2006 al 2017 ha speso 56 milioni e 650 mila euro. A questi vanno aggiunti i costi sostenuti dagli enti locali e quelli dei milioni di cittadini che devono attrezzarsi con repellenti o interventi sui serramenti delle case per difendersi dalle zanzare.

Fonte: delibere di stanziamenti regionali - vai

18) - A parte il fastidio quali altri problemi possono creare le zanzare?

Le zanzare sono vettori di numerose malattie, anche esotiche come la Chikungunya, il Dengue, la Febbre del Nilo occidentale, la Zika. Un tempo malattie sconosciute in Italia ma che a seguito dell'aumento della circolazione delle merci e delle persone anche da paesi in cui queste malattie sono endemiche, e con il riscaldamento climatico in corso che crea condizioni favorevoli a questi insetti i rischi si sono accresciuti notevolmente.

Fonti: varie reperibili alla voce Zanzare e salute (vai)

 

 

  INDICE  PRINCIPALE