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I MOTIVI PER CHIEDERE LA RICONVERSIONE DELLE RISAIE IN ALTRE COLTURE (compresa la coltivazione del riso in asciutta)

 

28 dicembre 2011

 

Continuano a diffondersi le coltivazione del riso in asciutta

 

Vi proponiamo un caso concreto di una azienda di Vinzaglio presso cui la società ECOENZIMI® ha avviato prove di coltivazione

Azienda Agricola “Paderno”  in località Vinzaglio (NO).

La sperimentazione vuole dimostrare che è possibile coltivare il riso in asciutta, riducendo l’apporto di sostanze di sintesi (diserbi, concimi e antiparassitari). Oggetto della sperimentazione è anche stato valutare l’impiego delle miscele enzimatiche su un terreno a base sabbiosa, ove prima non era mai stato conveniente eseguire la coltivazione. Proprio per questi motivi è stato preparato un protocollo di coltivazione al fine di impiegare al meglio i prodotti e rendere possibile la coltivazione. All’atto della trebbiatura sono stati raccolti 4,7 q/pm (quintali per moggia circa 4.713 mq) di riso sulle camere ove è stata eseguita la sperimentazione. 

PROCESSO PER ARRICCHIRE TERRENI ASFITTICI CON LE MISCELE ENZIMATICHE PER LA COLTURA DEL RISO

Il presente documento viene redatto al fine di consigliare il “metodo” di impiego delle miscele enzimatiche nella coltura del riso.

Il protocollo d’impianto viene suddiviso in fasi di trattamento:

1° Fase: Trattamento delle stoppie:

Il trattamento delle stoppie, attraverso il “metodo” delle miscele enzimatiche apporta la correzione del Ph del terreno, la trasformazione della cellulosa in azoto che è un nutriente importante per il terreno stesso, è un erbicida in quanto non favorisce la crescita delle malerbe. In questa fase si impiega la miscela enzimatica STOPPIENZYM, prodotto biotecnologico completamente naturale, per il trattamento delle stoppie. La rapida trasformazione in humus stabile libera i nutrienti necessari per la flora microbica del suolo e per le piante. Facilita la lavorazione del terreno e impedisce lo svernamento sui residui colturali di insetti responsabili di alcune malattie. Questa operazione permette di trasferire all’interno del terreno la sostanza degradata delle stoppia e creare un filtro stabile affinché l’acqua che sarà utilizzata per la coltivazione del riso, non dilavi a seguito del terreno sabbioso.

Dopo 8 giorni, eseguito il trattamento delle stoppie, procedere ad una piccola aratura e in contemporanea ad una semina di veccia.

Il periodo ideale per effettuare questo trattamento è quello invernale. Effettuato questo trattamento si può procedere alla fase successiva di sovescio.

2° Fase: Sovescio:

Il sovescio è una pratica agronomica che consiste nell’interramento di colture con la finalità di mantenere o aumentare la fertilità del terreno. Eseguendo questa pratica si ottiene come primo beneficio importante l’aumento della materia organica al terreno, conseguentemente il rallentamento del dilavamento andando a creare un tappeto stabile per il trattenimento dell’acqua stessa.

Con questa pratica si è in grado di fissare direttamente l’azoto atmosferico, quindi si trasferisce azoto dall’atmosfera al terreno.

La pratica del sovescio, ormai scomparsa tra gli agricoltori, permette di concimare i terreni indipendentemente dalla disponibilità di sostanza organica, risulta un “metodo” efficace per dare fertilità al terreno. Il periodo ideale per effettuare il sovescio è quello invernale. Effettuata questa pratica si può passare alla fase successiva della finta semina.

3° Fase: Finta semina

Il riso crodo è un tipo di riso selvatica che ha la caratteristica di disseminare la granella prestissimo, determinando nel terreno una carica infestante di piante di riso selvatico che diventa incontrollabile in mezzo alla coltivazione di riso tradizionale. Per “combattere” questa specie di lotta ai fenomeni infestanti, una pratica che si adotta è quella di fare una “finta semina” andando a ritardare la semina vera e propria. Con questo “metodo” si inondano i campi dando il tempo necessario alle infestanti di emergere e di poter essere controllate. Il periodo ideale per la finta semina è quello primaverile. Una volta eliminate le infestanti si può procedere alla fase successiva della semina vera e propria.

4° Fase: Semina

Prima di procedere alla fase di semina del riso, bisogna procedere alla concia della semenza del riso. La concia della semenza viene eseguita con il “metodo” delle miscele enzimatiche con il prodotto CONCIAZYM. Questa operazione è fondamentale in quanto la concia con la miscela enzimatica apporta un incremento della germinazione, con rapido sviluppo dell’apparato radicale, andando a migliorare la resistenza al freddo e alle malattie, andando anche a dare fittezza in campo. Crescite rapide, anticipate e fitte garantiscono un maggiore sviluppo ed impediscono allo stesso tempo la diffusione delle malerbe. La semenza conciata con il prodotto CONCIAZYM resiste più facilmente agli attacchi di batteri, insetti e funghi. Attraverso questo procedo la miscela enzimatica stimola l’attività microbica andando a migliorare la nutrizione delle piante. La presenza, all’interno della miscela enzimatica, di sostanze minerali, ed essendo dei catalizzatori, assorbono le sostanze tossiche del suolo, rilasciando solo i nutrienti necessari alla crescita della pianta. La miscela enzimatica impiegata per i trattamenti sopra indicati va ad influenzare il metabolismo, l’assimilazione e al sintesi dell’azoto e delle proteine necessarie come sostanze nutrienti per il terreno.

In merito all’utilizzo dei prodotti tradizionali per la coltivazione del riso, attraverso il metodo delle miscele enzimatiche i dosaggi dei prodotti tradizionali può essere portato al 50% in meno rispetto al dosaggio fino ad oggi utilizzato. Effettuata questa fase si può passare alla semina in pieno campo. Nell’eventualità di un attacco di virosi si consiglia di effettuare un trattamento con il prodotto Caballina, o di aggiungerlo ad un trattamento di miscela enzimatica. La Caballina agisce come induttore di resistenza nei confronti di importanti malattie fungine e di attacchi batterici in modo preventivo. Pertanto rappresenta un indispensabile prodotto per l’agricoltura.

Attraverso queste fasi nell’arco di 3 anni il terreno migliora e si va a riottenere i nutrimenti che ad oggi sono scomparsi.

Per la descrizione completa della sperimentazione vai qui...

 

Terreno sabbioso su cui è coltivato il riso in asciutta

 

Riso coltivato in asciutta sta crescendo

 

Confronto fra apparati radicali di riso trattati con miscele enzimatiche

 

le spighe

 

Il raccolto

 

info per chi accede per la prima volta

 

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approfondimenti : sommario dei contenuti

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