www.zanzare-risaie.it

 

I MOTIVI PER CHIEDERE LA RICONVERSIONE DELLE RISAIE IN ALTRE COLTURE

COMPRESA LA COLTIVAZIONE DEL RISO IN ASCIUTTA

 

La zanzare delle risaie

Sommario

00 - indice generale

01 - coltivazione del riso in asciutta

02 - malattie trasmesse dalle zanzare

03 - quaderni

04 - ricerche

05 - risaie

06 - notizie

07 - zanzare

08-  costi

09 - leggi e regolamenti

10 - ambiente

11- FAQ

99- ARCHIVIO (ex sito www.zanzare-risaie.info)

E' in corso la ristrutturazione e l'aggiornamento di questo sito. Nell'Archivio potrete trovare atti e documenti di interesse, è possibile che qualche link a siti esterni al sito non sia più funzionante)

LA POLEMICA

 

Dicono: Est Sesia: la risaia non spreca acqua, è una grande spugna.

Una tesi originale quella riportata da Agromagazine e raccontata dal direttore del Consorzio.

Per fare il "mare a quadretti" prendono le acque superficiali della pianura a partire dal Po (prelievo di 110 mc/s) per arrivare a tutti gli altri corsi d'acqua, e siccome non basta, chiedono e ottengono la costruzione di dighe in montagna, poi sommergono centinaia di migliaia di ettari di terra ben pulita da ogni albero o altra vegetazione, ben livella con il laser, per coltivare il riso. Una gran parte dell'acqua se ne va per infiltrazione nel sottosuolo portando con sé diserbanti e concimanti ma, ci dicono, se non ci sono pozzi che mettono in collegamento le falde profonde con quelle superficiali, l'inquinamento si limita a queste ultime. Nell'acqua ci vengono le zanzare ma qui ci pensano Regione e comuni a fare, e pagare, i trattamenti.

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PERCHÉ QUESTO SITO

Questo sito costituisce un ampliamento e aggiornamento del sito www.zanzare-risaie.info che dal 2006 ha avviato una campagna di informazione sui danni alla salute, all'ambiente, al territorio ed all'economia di un particolare sistema di coltivazione del riso che prevede le sommersioni di migliaia di ettari di pianura Padana fra Piemonte e Lombardia per coltivare il riso. I contenuti del vecchio sito sono comunque riportati alla voce - Archivio - del sommario sopra riportato. Non siamo contro la coltivazione e produzione di riso, ma contestiamo il modo in cui viene coltivato. E' noto che il riso può esser coltivato senza ricorrere alla sommersioni ma semplicemente irrigando come avviene per il granoturco o per qualsiasi altra coltura. Da  qualche secolo vaste aree della pianura padana occidentale durante il periodo estivo sono invase dalle zanzare. Si tratta di una invasione che causa notevoli danni all’ambiente, al patrimonio ed alla salute. Si tratta di elevate concentrazioni tali da condizionare la vita quotidiana specialmente all’imbrunire e la notte, di intere aree. La principale causa di questa alta concentrazione di zanzare è legata all’impiego durante il periodo primaverile-estivo di un sistema di irrigazione delle pianure coltivate a risaia chiamato “sommersioni alternate” che diventa l’incubatore ideale per la proliferazione degli insetti. I venti ed il volo poi diffondono questi insetti a grandi distanza, anche sulle colline circostanti, sino a decine di chilometri dai luoghi di riproduzione. Da anni la Regione Piemonte, le Province e Comuni hanno tentato di arginare queste concentrazioni mediante il ricorso ad irrorazioni di insetticidi più o meno chimici o naturali con scarsi risultati. Da secoli è noto che la coltivazione del riso con il sistema delle sommersioni, continue o alternate sia causa di gravi danni alla salute dei cittadini, come testimoniano editti per il divieto di antica data, limiti alla coltivazione e fenomeni come la malaria. Con il fenomeno ormai accertato del cosiddetto effetto serra che sta innalzando le temperature e l’aumento della circolazione globale di merci e persone, vi sono seri rischi, in alcuni casi già concretizzati, di diffusione delle malattie tropicali diffuse da questi insetti (Chikungunya – Febbre del Nilo occidentale, Zika …)  L’uso delle sommersioni alternate oggi praticata è inoltre causa di generazione di gas metano, un gas serra 30 volte più impattante della anidride carbonica. L’impiego delle sommersioni è inoltre causa di grandi sprechi di acqua sia per evaporazione che per infiltrazione nelle falde sottostanti. L’uso di pesticidi e concimi chimici nelle acque di risaia è la principale causa di inquinamento delle falde acquifere ormai accertato da anni nella pianura Padana. Milioni di cittadini che abitano la pianura e le colline circostanti sono costrette a spendere ingenti quantità di denaro per proteggersi d’estate dalle zanzare, con spray repellenti, zanzariere e sistemi di bonifica ambientale. Anche il turismo specialmente nelle ridenti colline del Basso Monferrato, paesaggisticamente simili alle colline toscane e geograficamente avvantaggiate per la vicinanza all'utenza straniera, è condizionato dalla presenza di questi insetti tanto da esser considerata per vaste aree zona depressa. Eppure è noto da anni che la coltivazione delle risaie può essere effettuate senza il ricorso alle sommersioni, causa prima della proliferazione delle zanzare, ma semplicemente con normali irrigazioni come si farebbe con il granoturco o qualsiasi altra coltivazione. In al senso molti coltivatori hanno autonomamente già da anni provveduto a coltivare con tali sistemi. Ciononostante, si continua, soprattutto in Piemonte a utilizzare questo dannoso e pericoloso sistema di coltivazione del riso senza alcuna considerazione dei danni diretti o indiretti causati alla collettività. In questo sito forniremo una serie di documenti e ricerche  a supporto di quanto sosteniamo ed invitiamo i nostri lettori  a contattarci ed a condividere la nostra giusta proposta.

Contatti

 

e-mail :  posta@zanzare-risaie.it

per contatti telefonici : cell. 335.778.28.79

indirizzo :  Via San Carpoforo 97 - 15020   Cantavenna di Gabiano (AL) Italy

 

Ultimo aggiornamento: 1 novembre 2017

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